La lieve trama dell'usignolo

Brani presi quà e là ...

…Ma Joseph ha raccontato le sue storie, raccoglie quei sorrisi con il gesto ampio di un braccio, un inchino, un bacio lanciato con la mano e via a ritrovar se stesso davanti allo specchio illuminato nel camerino. Li davanti a sé, scopre il viso di sua madre e quegli occhi, topazi azzurri, brillanti per le lacrime.
    Sono una stella polare tra il volo dei farfallini neri che gli si avvicinano convulsi e i sorrisi fatti della stessa sostanza dei complimenti, quelle paresi fissate come maschere greche che non lo distraggono affatto dal suo impegno al di là della porta "Uscita artisti"…

…Le frontiere scompaiono con i loro orizzonti e i panorami.
    Joseph se ne avvede appena, impegnato come è a combattere la battaglia del passato che rivendica quel posto nel suo futuro. Ma ora è tempo di pensare solo al suo primo vero "contratto" al di là della Romania. Intanto troppo grandi e troppo sopra di lui gli echi di un mondo che rotola lontano dalla Belle Epoque. Un imbianchino in Germania sputa sulle folle, mentre attonite scambiano quel veleno per acqua benedetta. Il grande formicaio umano fermenta idee di battaglia quasi non riuscisse a misurare la propria evoluzione altrimenti.

…Ha cantato in Olanda, Francia Germania e finalmente in Italia.
    Si è trasformato in un uomo vissuto lontano dalle sue canzoni intorno al fuoco. Ha conosciuto i silenzi degli sguardi attoniti sotto i loggiati a Parma. Ha assimilato quel sorriso sornione di chi porge il viso alla carezza del golfo di Napoli seduto in un caffè di Santa Lucia, ma più di ogni altra cosa… la musica, la sua musica. Questo è il suo destino, nessuno, nemmeno la sua altezza riesce a distrarlo completamente dalla musica. La stessa malinconia è molto più che una sensazione, è la costruzione metodica e assillata di una sensibilità alle note dello spartito; un affresco di mille cieli dentro quel piccolo uomo…

…Per un attimo era volato al di sotto delle nuvole in cerca di un volto con il quale raffigurare il suo cuore vivo. Ma a quel rifiuto è risalito su, dove in genere pone le note delle sue romanze, dove da sempre vivono gli amori del Melodramma. Il sole oramai brilla altrove, lo si capisce solo dai contorni delle nuvole appena illuminate, per il resto da tempo non c'èra tanto buio intorno, e silenzio, silenzio ovunque… Questo è il miglior tempo per sentire il destino voltare la pesante pagina della vita...

…Mentre questo accade, Joseph sta guardando le sue costose scarpe lucide con indifferenza. Ma cosa stia guardando non è molto importante, ora ogni senso sembra pregno di quell'incanto…
    Una incredibile equidistanza lo fa essere lì e contemporaneamente lontano dalle sue cose, ed è questo che pensa incredulo mentre intanto intorno è sera tardi...

…Gli occhi spenti nel buio iniziano ad accendersi cercando la rotta della speranza, la via dei respiri. Un motivo per alzare la mano e toccare la spalla del compagno.
    Intanto la magia si rinnova. Una pennellata di smalto verde inizia a colorare i campi ai lati della via. L'aurora piena decora il soffitto di nuvole con quell'ocra fatale che gli è proprio, mentre l'aria si scalda. Forse non aveva mai cantato così, il farlo senza musica di fronte alla gente è un impegno che non va sottovalutato. Forse quell'uomo che canta con coraggio è un uomo diverso. Un uomo vero, senza spaccature ne lacerazioni. La guerra gli è intorno e non dentro.
    Proprio ora che è trattato come un animale, specchiandosi negli occhi grandi di quell'umanità silenziosa che lo accompagna. Vede un uomo vero e si rammarica di non averlo sentito prima. Finalmente si spiega la tanta attenzione attorno a sé, gli articoli di giornale, l'appuntamento di Charlotte. E poi questi maledetti soldati e la loro guerra, Joseph ora capisce… non cercano lui ma il suo valore.

…Finalmente si spiega la tanta attenzione attorno a sé, gli articoli di giornale, l'appuntamento di Charlotte. E poi questi maledetti soldati e la loro guerra, Joseph ora capisce… non cercano lui ma il suo valore…
    …I migliori filati e gli acuti più chiari escono naturali come il sole dall'orizzonte e si fissano nel cuore della terra e di chi la percorre.
    Dio stesso impegnato a mostrar misericordia si è girato ad ascoltarlo. Non deve smettere ora, non può permetterselo, non deve lasciar credere che quelle note siano frutto del caso…

…La Romania con i suoi fuochi accesi prepotenti contro la notte scura, le melodie uscite dai boccali di terracotta colmi di vino leggero, le ombre pesanti di mattino che si alzavano tardi come lenti giganti, forse non sono mai esistite.
    Questo stallo vorrebbe viverlo con indifferenza.Vorrebbe chiudere la sua mente in un piccolo nido nascosto. Vorrebbe non credere alla Parigi che nasconde i ponti tra la nebbia e le vie tra le foglie, né a Charlotte, alle sue mani lunghe e bianche che si appoggiavano su schiene nude sconosciute.Vorrebbe non credere allo scricchiolio dei palchi d'opera sotto il peso dei suoi frack appena stirati, delle sue braccia aperte a richiamare le note appena intonate e gli applausi che ne confondevano la rotta.

Così sarebbe più facile vivere qui. Immaginarsi mai nati altrove è il pensiero che coglie Joseph nell'attimo di abbandonarsi al destino dei sogni….
    …Trascorre un anno, un intero anno di piogge e soli pallidi, come un solo palpito, e la seconda primavera è arrivata. La frenetica attività degli uomini è un inutile balbettio appena sufficiente a coprire il rintocco delle ore.
    Questa solitudine gli fa capire il raro valore che ha il riflessivo silenzio, un peso vero nell'immenso universo. E' una vera fortuna, per Joseph poterne vivere molti qui. Ne fabbrica di bellissimi, intensi, affondati nel filo dell'orizzonte. Altri ne ritrova al tramonto appena abbozzati perché nati allo spuntar dell'alba precedente…
    …Ed intanto per Joseph è tempo di camminare verso il ponte che da sulla veduta dell'intera linea del tramonto. Da lì potrà sbirciare lo specchio del lago sottostante e il volo saldo dell'airone che gli indichi la via del silenzio. Forse laggiù nei suoi prossimi sogni troverà altri occhi carichi della stessa polverina magica che riveste le ali delle farfalle. Forse solo così immaginerà di non aver mai perso la sua Charlotte…
    Sotto la grezza coperta un piccolo corpo asciutto smania con piccoli gesti misurati. Le vene del collo pulsano nervose un sangue magro e senza vita. Joseph non sente più neanche la mano che, caritatevole asciuga il sudore e le lacrime di rabbia e dolore che gli colano dal viso. Nessuno si pone più domande, anzi nessuno vorrebbe avere risposte…

Gli amaretti

Stavo chiudendo una cattiva giornata di pioggia. La strada luccicava come una lastra di marmo, di quelle che vedevo negli alberghi di lusso. Troppo stanco anche per maledire il temporale che non mi dava tregua, cercavo di raggiungere casa malgrado le condizioni avverse. Ma era una sfida che avrei perso.
   Non distinsi la luce che mi veniva incontro tra questo muro di pioggia. Nessun rumore tra lo scroscio d'acqua. Un attimo sospeso nel tempo immobile e mi trovai prigioniero di una scultura tra lamiere contorte.
   Solo il fumo che saliva scaldandomi…

…E' una storia con molti, forse troppi silenzi che annunciano quieti antiche, vissute nella penombra della casa mentre fuori il tempo è tagliato dai rintocchi delle campane.
   Silenzi raccolti dalle ombre dei gelsi anziani. Rami enormi e cappelli frondosi. Sotto vi rimane imprigionata l'aria magica dei pomeriggi estivi, nostalgica atmosfera che nasce solo dai migliori colori nell'ora delle ombre. C'è poco tempo prima che l'insieme svanisca. L'intera storia degli uomini sarà come avvolta in un enorme foglio di plastica trasparente, dove tutto si vede ma nulla si tocca ne si penetra. Così immagino la mia memoria sopravvivermi, quella sera del temporale...

…Avevi convinto anche me che potevi vivere i tuoi sogni, ma niente viene prima dell'aurora: solo quando la vedevi disegnata di fronte solo allora potevi capire il giorno, ma a quel punto i sogni ti erano già svaniti. Non lo meritavi. I tuoi erano sogni semplici… un'atmosfera, una suggestione ed iniziava la fiaba. Quando poi mi prestavi gli occhi vedevo i tuoi cieli. Cieli rubati agli altri in un tempo sospeso su infiniti campi di grano che ondeggiavano anche in assenza di vento. Dove le spighe lasciavano respirare la terra mi indicavi quei fiori senza gambo, nati per miracolo ad ogni stagione come un genio nasce tra le folle distratte…
   Sono pronta, resterò qui a raccontarti del tempo che rotola lontano da te. Saranno i nostri amaretti, i dolci con l'amaro di non sentire la tua risposta.
   Li dedico a te come ultimo gesto prima di svanire consumata dal tempo.
Ecco le storie…..

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