UNA VITA PER LA LIBERTA'

Presentato a Jesi il libro di Vittorio Graziosi dedicato al sacrificio del partigiano Eraclio Cappannini. Eraclio Cappannini, il protagonista di "Una vita per la libertà", il libro di Vittorio Graziosi edito nei "Quaderni del Consiglio regionale", è stato ricordato ieri a Jesi, la città in cui nacque nel 1924. Il teatro Moriconi, che proprio in questi giorni, ospita una nostra fotografica dedicata alla Resistenza nella Vallesina, ha fatto da cornice alla presentazione del volume che racconta la storia del giovane partigiano fucilato dai tedeschi ad Arcevia il 5 maggio 1944.

Una testimonianza alta - ha ricordato il consigliere regionale Enzo Giancarli - di quella lotta per la libertà e la democrazia che percorre la storia italiana degli ultimi 150 anni e lega indissolubilmente il Risorgimento e la Resistenza. Giancarli - che ha portato il saluto del presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi - ha ricordato il ruolo che la zona di Arcevia ha avuto per la Resistenza marchigiana.

I partigiani - ha detto combattevano perché volevano che, la loro, fosse l'ultima delle guerre, la loro lotta era una guerra alla guerra. Oggi - ha concluso - dobbiamo rispondere agli attacchi che vengono portati alla Costituzione repubblicana e alle letture mistificatorie della storia della Resistenza.

Rispettiamo il dolore di tutti ma non possiamo confondere le ragioni di chi combatteva per la libertà con quelle di chi obbediva ai nazifascisti. Tramandare questa memoria è un impegno per il nostro avvenire democratico. Sul ruolo dei giovani nel Risorgimento nella Resistenza si è soffermato l'assessore alla Cultura del Comune di Jesi, Leonardo Lasca che ha invitato a riflettere sulla durezza delle scelte che i ragazzi del 1944 si trovarono a dover fare.

Un momento toccante della manifestazione - alla quale erano presenti fratelli, sorelle e i familiari di Cappannini - si è avuto con la lettura della lettera che Eraclio scrisse ai genitori poco prima di essere fucilato. Vittorio Graziosi ha ripercorso la genesi del suo libro, il dramma della guerra che squarcia e ferisce la tranquillità e l'equilibrio della campagna marchigiana. La storia di Eraclio - ha spiegato - dimostra l'anacronismo della guerra. Bisognerebbe - ha concluso provocatoriamente - cancellare dalle nostre piazze tutti gli obelischi e i monumenti rievocativi del conflitto e ricordare invece i pacificatori.

(Maurizio Toccaceli)