25 Aprile: la memoria va in bici. Presentato a Jesi il volume “Martirio” e il calendario del 68° anniversario della Liberazione

Il ricordo di Armando, Luigi, Francesco, Alfredo, Mario, Enzo e Calogero, appena ventenni, rivive nel libro “Martirio” e racconta la storia di 7 giovani trucidati dai nazifascisti alle porte di Jesi nella campagna del Montecappone. Realizzato dalla sezione A.N.P.I. di Jesi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, dell’Istituto Alcide Cervi-Biblioteca Archivio Sereni e con il patrocinio del Comune di Jesi. Il volume è diretto alla cittadinanza e alla scuole della Provincia di Ancona ed è stato presentato oggi in conferenza stampa insieme al calendario delle iniziative in programma per il 68° anniversario della Liberazione, alla presenza dell’assessore Luca Butini, del Presidente della sezione A.N.P.I. di Jesi Daniele Fancello e del Pres. Provinciale A.N.P.I. Alessandro Bianchini, del consigliere dell’Istituto Cervi Leonardo Animali, del Consigliere regionale Enzo Giancarli e degli autori Carlo Cecchi e Vittorio Graziosi.

Più di sessanta anni ci separano da quel 20 giugno 1944 e oggi la triste vicenda dei Martiri torna attraverso la testimonianza di uno dei sopravvissuti all’eccidio, oggi purtroppo scomparso, Peppino Tittarelli, i cui familiari hanno preso parte alla presentazione del volume. Cinque brevi racconti, cui fanno da cornice 43 bozzetti di Carlo Cecchi: gli occhi sorridenti di una madre, il sole, le corse in moto, una nuotata tra gli scogli… sogni di giovani con la voglia di futuro addosso e per questo diventati partigiani. “Un libro che si rivolge soprattutto ai giovani affinché non dimentichino che la libertà di cui godono è nata dal sacrificio all’epoca di tanti loro coetanei –spiega Daniele Fancello (ANPI)- e non è il solito volume di storia. Ripercorre le vicende attraverso la lente dei sentimenti”. “Il messaggio che si vuole dare non è quello del racconto di super eroi ma bensì di persone normali che lottano con i loro mezzi e i loro limiti. Giovani che desideravano cose normali ma che hanno fatto una scelta.

La Resistenza è stata fatta da queste persone” sottolinea Bianchini. Messaggio chiaro fin dalla copertina che mostra una vecchia macchina fotografica che proprio uno dei giovani martiri regalò come pegno d’amore alla sua fidanzata. Una storia d’amore interrotta, col sangue, un amore come tanti, dei ragazzi di ieri e di oggi e il destino di essere un popolo libero. Prima di mettersi a lavoro, lo scrittore Vittorio Graziosi ha portato i suoi figli sulle tombe dei martiri e ha chiesto le loro impressioni per impostare il racconto sulle loro parole. Secondo Graziosi, autore di diversi romanzi e docente di scrittura da Kiev a Beirut, noi siamo un po’ come Henry Gustav Molaison, conosciuto anche come Henry H, un celebre paziente affetto da gravi disturbi di memoria “Henry ricordava solo gli ultimi 10 minuti di qualunque cosa. Questo volume è una cura alla perdita di memoria che racconta una Jesi diversa, delle piste di atterraggio, dei bunker, delle scritte sui muri sotto il regime. Una memoria che non ci appartiene più ma che ci racconta”. Accanto alle storie, le parole incontrano le immagini e il talento della Biennale di Venezia di Carlo Cecchi: “Ho messo dentro una parte di me, dei miei amori. Ho sempre pensato che l’arte è Resistenza e ispirazione all’avanguardia. Non ci sono eroi ma persone comuni, avanguardie rispetto agli altri”. Il tratto dei suoi disegni riproduce quasi l’azione rapida di un blitz partigiano.Durante l’incontro, il consigliere regionale Giancarli ha presentato una proposta di legge regionale, di cui è primo firmatario, ma ampiamente condivisa dai suoi colleghi, sulla celebrazione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione che coinvolgerà istituzioni e associazioni nella progettazione, coordinamento e realizzazione di iniziative volte a diffondere la memoria attiva. L’assessore Butini ha poi elencato le iniziative in programma per il 25 Aprile a Jesi, nel rispetto della tradizione ma con diverse novità tra cui il progetto “La Memoria va in bici” dove un gruppo di studenti ripercorrerà i luoghi storici in bicicletta.

Alcuni momenti della presentazione:

di AmbraRuggeri