Valeria Esposito. Regina della Notte, ora scrittrice.

"SPIRTO GENTIL" - questo il titolo del volume, 153 pagine, edito da Prospettivaeditrice - sarà presentato a Jesi (AN) venerdì 10 marzo alle ore 18 presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria dalla storica dell’arte e giornalista Marta Paraventi e dallo scrittore Vittorio Graziosi nel quadro degli "Incontri con l'autore" promossi dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi. Dopo essersi esibita nei più grandi teatri del mondo, dalla Scala di Milano, alla Staatsoper di Vienna e di Berlino, dall’Opera Bastille di Parigi al Liceu di Barcellona, per nominarne solamente alcuni, e dopo aver cantato sotto la direzione di maestri come Claudio Abbado, Daniel Baremboim, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Daniel Oren e per la regia di Pupi Avati, Roberto De Simone, Costa Gravas, Werner Herzog, Roman Polanski, Luca Ronconi, Jerome Savary, Maurizio Scaparro l’artista lirica ha sentito l’esigenza di scrivere e narrare storie. "Scrivere rappresenta per me – dice Valeria Esposito - l’altra faccia di una stessa medaglia e nasce dalla medesima esigenza che mi porta a cantare, ovvero quella di comunicare. Come sulla scena esterno i miei sentimenti e l’essenza della mia anima attraverso la voce cantata, così faccio con la parola scritta, che non è altro che 'voce' parlata. Talora gli interpreti sentono la necessità di liberare in qualche modo il proprio flusso creativo ed io lo faccio con la scrittura". Da qui nasce l’opera “SPIRTO GENTIL” edita da Prospettivaeditrice, un diario a due voci tra Veronica e Ekaterina, due emblematiche figure – l’una, una giovane ma già affermata soprano, impegnata a Tolosa nelle prove di Manon, e l’altra una nobildonna russa dell’800 - attraverso le quali l’autrice fa intravedere i suoi sentimenti e la sua esperienza di donna e di artista. Tra un palcoscenico dei nostri giorni e i gelidi palazzi di San Pietroburgo si consumano le storie d’amore delle due protagoniste, e si intrecciano per sempre i loro destini… "Non riesco a staccare il pensiero da Ekaterina – scrive Veronica nel suo diario – e dall’incredibile esperienza che sto vivendo; l’idea di avere questa presenza accanto mi riempie di angoscia, eppure devo tentare di riprendere il contatto con la “realtà”, se realtà si può definire il mio lavoro... Domani dovrò dimenticare sia me che Ekaterina e tornare ad essere Manon. E non è forse un fenomeno medianico anche farsi rubare l’anima da un personaggio così evanescente, eppure così vero?"