Vivere Jesi 16/5/2009

L’autore jesino Vittorio Graziosi alla Fiera del Libro di Torino da Beatrice Testadiferro

L’autore jesino e Cavaliere della Pace Vittorio Graziosi ha interamente devoluto l’incasso del suo ultimo libro “Sangue di rosa scarlatta” per i bambini ucraini malati di leucemia: ha consegnato ai responsabili dell’associazione Nabat l’incasso di tutte le sue presentazioni per aiutare cinque ragazzi malati di leucemia ospitati presso l’ospedale oncologico pediatrico di Kiev.

Graziosi sarà alla Fiera Internazionale del Libro, dal 15 al 18 maggio, a Torino, con il libro Il vento che rubava cappelli, una pubblicazione di racconti degli studenti dell’istituto Alberghiero di Cingoli che hanno preso parte al laboratorio di scrittura creativa. La web tv dell’Assemblea legislativa garantirà per tutta la durata della Fiera (ogni giorno dalle 10 alle 20) una diretta dallo stand marchigiano, accessibile dal sito www.consiglio.marche.it, con un link nel portale della Regione Marche (www.regione.marche.it), e proporrà interviste, testimonianze e servizi sulla produzione editoriale made in Marche. Vittorio Graziosi è l’esempio di come l’amore per la scrittura si possa coniugare con la solidarietà e con l’attenzione ai giovani.

Un’esperienza ed un’emozione forti grazie ai tanti lettori che, da anni, seguono con affetto Vittorio Graziosi. Reduce da un viaggio a Kiev in cui ha tenuto alcune lezioni nelle università ucraine, ha incontrato i responsabili di una associazione che si dedica ai bambini orfani e malati. A loro Graziosi ha consegnato un contributo ricavato dalla vendita delle ultime copie della prima edizione di “Sangue di rosa scarlatta”, il libro che racconta la storia di un uomo che cercherà una vendetta singolare e propositiva contro i terroristi dopo la morte del figlio rimasto vittima degli attentati di Londra del 2005. Il libro, uscito nel gennaio 2008, aveva suscitato l'interesse del "Centro Internazionale per la pace fra i popoli" di Assisi, che ha invitato l'autore a presentarlo in occasione di un incontro sul tema del sostegno a distanza dei bambini ed ha consegnato a Graziosi il riconoscimento di Cavaliere della Pace. I Cavalieri sono nominati dal Presidente del Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli e si impegnano, per sé e per i propri discendenti, ad operare per sconfiggere gli scandali della fame e della guerra e promuovere la cultura della pace e il sostegno all'infanzia diseredata. Nel corso del viaggio a Kiev l’autore ha incontrato l'artista ucraino Eugenio Derevyanko, uno dei maggiori scultori del suo Paese, che ha realizzato la copertina di "Sangue di Rosa Scarlatta".

Tra Graziosi e Derevyanko si è creato infatti un rapporto di collaborazione, nel segno delle arti, per i bambini di Chernobyl: è infatti Graziosi a preparare i testi per le didascalie alle sculture di Derevyanko in occasione delle mostre in Italia. In questo fine settimana Graziosi sarà a Torino, alla Fiera Internazionale del Libro con il suo ultimo libro e con Il vento che rubava cappelli, una pubblicazione di racconti degli studenti dell’istituto Alberghiero di Cingoli che hanno preso parte al laboratorio di scrittura creativa. Vittorio Graziosi “Sono appena tornato da Kiev perché, finita la prima edizione del libro Sangue di rosa scarlatta, ho portato personalmente la seconda trance degli incassi ai bambini: ho consegnato gli ultimi 1700 euro alla prof.ssa Motuzenko dell’associazione internazionale Nabat onlus, un ente non profit che gestirà e distribuirà i fondi e che li ha utilizzati per i viaggi della speranza dei ragazzi leucemici. Per questo vorrei ringraziare i lettori, le persone che mi hanno aiutato a raccogliere questa cifra utile a donare a cinque bambini i viaggi della speranza in Germania per accedere alle cure. Il primo ragazzo: Alexander, Sasha per gli amici, è morto purtroppo, quando abbiamo provato ad aiutarlo è già troppo avanti la malattia: averlo conosciuto mi ha creato un grande stress emotivo e da lì, da questo dolore, ho trovato forza maggiore per aiutare altre persone.

Ora, seguendo la volontà della mamma di Sasha, la cifra destinata a lui è stata destinata ad una quindicenne malata che grazie a questo, ha ritrovato speranza per la sua vita grazie alle cure che potrà ricevere. Insieme alla passione da scrittore, curo un laboratorio di scrittura creativa, attualmente alla Scuola Alberghiera di Cingoli e all’Istituto Corinaldesi di Senigallia: una scuola di scrittura che rientra nel piano dell’offerta formativa degli Istituti. I risultati raggiunti dai ragazzi sono stati importanti e significativi.

Spesso si parla in modo negativo dei giovani di oggi, ma io non sono d’accordo con chi li demonizza perché essi sono affascinanti nella loro semplicità e dinamicità, sono puri nelle intenzioni e, se ben stimolati, hanno spesso un estro che è vera luce. Paragono questi ragazzi al volo elegante e perfetto di un aquilotto che esce dal nido: la direzione la scelgono loro ma è fondamentale dare un trespolo giusto perché questo volo venga effettuato. Il vento che rubava cappelli è la raccolta dei racconti scritti in due anni dai ragazzi dell’Istituto “Varnelli” di Cingoli in collaborazione con gli insegnanti e con il preside. Questa pubblicazione sarà ospite della mia casa editrice, Prospettiva Editrice, e dello stand allestito dalla Regione Marche alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.”